“Mettiamo su Casa” – CASA PILASTRO

Abstract del Progetto
Il progetto prevede l’utilizzo di un appartamento sito a Viterbo nel quartiere Pilastro, per la realizzazione di esperienze di autonomia abitativa, indirizzate a gruppi di 4-5 soggetti di età compresa tra i 20 ed i 40 anni, con disabilità/disagio mentale, selezionati sulla base di un progetto di autonomia tale da non richiedere la presenza di operatori in maniera continuativa.

Per i gruppi saranno previsti, brevi soggiorni di tre, quattro o cinque giorni ripetuti nel tempo, propedeutici ad una residenzialità permanente e parzialmente autonoma.

Il progetto vuole rappresentare un “campo di addestramento” sia per le persone disabili che ne usufruiranno, per avvicinarsi in modo graduale ad una piena autonomia abitativa, sia soprattutto per le famiglie che, pur se fortemente preoccupate del “dopo di noi”, cercano poi di allontanarlo mentalmente, vivendo la problematica sempre come una cosa da affrontare “in seguito”.
Le attività dovranno essere organizzate seguendo il normale ritmo di vita vissuto fino a quel momento in famiglia (sveglia, igiene personale, colazione, attività, pranzo, riposo, attività, cena, igiene personale, riposo) e continuando comunque a svolgere le attività in cui di norma i ragazzi sono impegnati, ma soprattutto continuando a mantenere un forte livello d’inclusione sociale.
Per ogni ospite dovrà essere elaborato, in stretta collaborazione tra ASL, Servizi Sociali del Comune di Viterbo, famiglie, operatori e volontari, un percorso di vita individualizzato che intervenga nell’ambito dell’autonomia personale, in quello del mantenimento delle competenze acquisite, e nell’ambito dello sviluppo delle abilità relazionali. Particolare attenzione dovrà essere posta per attività educative, di sostegno, di integrazione lavorativa e sociale, di animazione, ricreative e culturali, svolte soprattutto all’esterno dell’appartamento, attraverso le quali attuare un programma di integrazione con il territorio.
L’equipe preposta alla elaborazione e verifica del piano dovrà verificare che le attività inserite diventino,  per gli ospiti della struttura, gli strumenti attraverso cui si possa ottenere una maggiore inclusione sociale, unita al piacere ed al benessere, ed al miglioramento della qualità della vita.
Tutti i dati relativi al monitoraggio delle attività verranno valutati dall’equipe di progetto; dovranno prevedere il controllo, la valutazione e l’interpretazione degli elementi di positività e criticità desunti dal monitoraggio, potendo così consentire di introdurre le eventuali modifiche in tempo reale.

Obiettivi Generali ed Obiettivi specifici del Progetto
La finalità del progetto è quella di dare una prima, seppur parziale, risposta alla problematica del “dopo di noi”, avviando un percorso di avvicinamento ad una residenzialità completamente autonoma, senza però determinare uno sradicamento della persona disabile dal territorio di appartenenza, e consentendo alla famiglia di origine di continuare a mantenere i contatti ed i rapporti, ed a “metabolizzare” il distacco.
Il progetto vuole tenere al centro dell’attenzione la persona disabile e la sua famiglia di origine, in quanto destinatari dell’intervento, ma anche vuole avere l’obiettivo di dare voce ai diretti interessati, alle loro aspettative, ai loro sogni, alle loro speranze.
Uno step successivo nell’ottica dell’elaborazione di un percorso di vita personalizzato che consenta alla persona disabile non solo di avere un tetto ed un desco, ma anche di seguire tirocini lavorativi, attività domestiche, attività ricreative: di avere cioè, né più né meno, una vita paragonabile alle persone “normodotate” della medesima età, prevedendo anche la possibilità che l’esperienza possa essere estesa anche a delle “Coppie”.

L’obiettivo quindi è:

  • puntare ad un intervento globale che possa rispondere alle esigenze del paziente, anche quando gli verrà meno il sostegno della famiglia;
  • ottenere sempre e comunque una crescita compatibile con le potenzialità residue;

accompagnare la famiglia nel complesso percorso che dalla convivenza familiare porti alla autonomia abitativa della persona disabile.

Attività previste.
Verrà realizzata una struttura residenziale per gruppi di 4-5 utenti con disabilità di tipo medio e medio/lieve, per brevi soggiorni di 3-4-5 giorni propedeutici all’ingresso in casa famiglia. L’assistenza verrà assicurata da personale specializzato (Responsabile del progetto, Educatori Professionali, Operatori Socio Sanitari e Socio Assistenziali) e da Volontari secondo turnazioni che comunque non prevederanno la presenza continuativa.
L’immobile, sito in Viterbo, Viale Bruno Buozzi 44,  nel quartiere centrale e popolare del Pilastro, inserito all’interno di una palazzina di classe energetica “F” e con qualità dell’involucro “I”. Per quanto attiene a:

Sostenibilità. Saranno previsti interventi per migliorare l’efficentamento energetico compatibili con l’edificio preesistente (sostituzione caldaia, revisione infissi, montaggio cassette acqua a doppio pulsante e rompi getto). Verrà realizzata sul balcone un’apposita area per la raccolta differenziata dei rifiuti e la loro efficace gestione.

Architettura. L’immobile si trova al piano terreno e non presenta barriere architettoniche , ne all’interno, ne all’esterno. Dispone comunque di ascensore. Ha un buon orientamento e grandi superfici finestrate che garantiscono una buona illuminazione naturale. La superficie complessiva di 127 mq, oltre i balconi ed il garage, consente una buona organizzazione degli spazi ed un efficace utilizzo da parte degli utenti. Verranno realizzati percorsi di evacuazione e di emergenza ed interventi (sostituzione porta di ingresso) che assicurino la fruizione in sicurezza da parte degli utenti. Gli spazi interni sono stati riorganizzati, in modo tale da consentire la fruizione anche a persone su sedie a ruote.

Dotazioni. Sono stati previsti arredi funzionali ed in grado di garantire il massimo comfort agli utenti, i necessari momenti di privacy e la fruibilità anche per persone su sedie a ruote. Verranno realizzate soluzioni illuminotecniche (luci a led e sensori) che rendano sicura e confortevole la convivenza, ottimizzando i consumi.

Gli utenti partecipanti al progetto continueranno, nei giorni di permanenza presso l’appartamento, sotto la guida degli operatori, a seguire tutte le attività occupazionali, sociali e ricreative, previste dal proprio percorso di vita personalizzato. Ciò sarà facilitato:

  • dalla particolare posizione dell’appartamento, sito in un quartiere centrale e molto popolare;
  • dai buoni collegamenti sia pubblici (autobus di linea comunali), che privati (autovettura a disposizione dell’appartamento);
  • dalla capacità di accoglienza del quartiere (nel quartiere Pilastro è presente già un centro diurno gestito da una Associazione di Volontariato, perfettamente integrato).

Per Operatori e Volontari verrà elaborato un Piano Formativo, con percorsi di formazione per ruolo e per tipologia di servizio prestato. La formazione dovrà porre la massima attenzione a:

  • sviluppare le capacità gestionali, le capacità connesse al ruolo, le capacità di integrazione tra le diverse professionalità;
  • accrescere la capacità di relazionarsi con gli utenti e con le famiglie di origine;
  • mettere a disposizione gli strumenti più idonei a sviluppare insieme ai diretti interessati ed alle famiglie, percorsi di vita personalizzati e centrati sulla persona disabile.

I commenti sono chiusi