Conclusa la prima fase dell’attività di formazione sul Progetto di vita

Nei giorni 6 e 7 aprile si è svolta a Viterbo, presso la Sala “Luigi Brutti” dell’Oratorio della Chiesa della Sacra Famiglia di Via Santa Maria in Silice, la prima parte di un’attività di formazione sul tema “Pensare insieme il progetto di vita su misura per i nostri figli con disabilità”, rivolta a famiglie ed operatori e finalizzata a promuovere momenti di confronto e di accompagnamento attivo verso progetti di vita indipendente per i propri figli con disabilità.

L’evento ha ottenuto il Patrocinio della Fondazione Ca.Ri.Vit. e del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, ed è stato realizzato grazie al sostegno economico della Banca di Viterbo Credito Cooperativo, della Cooperativa Sociale “AliceNova”, della Cooperativa Sociale Integrata “Gli Anni in Tasca”, al sostegno del collegio notarile Viterbo-Rieti ed all’ospitalità di Don Luca SCUDERI, sempre pronto ad aiutare iniziative a favore e sostegno della famiglia, che ha messo a disposizione le strutture della parrocchia della Sacra Famiglia.

Oltre 50 famiglie, con la presenza dei genitori ma anche di molti fratelli e sorelle, e 12 operatori del settore: questi i numeri molto importanti della due giorni di confronto che ha evidenziato come la famiglia debba essere protagonista nel costruire il Progetto di vita per il proprio figlio, rispettandone inclinazioni e aspirazioni, ma soprattutto di quanto il problema del futuro dei figli con disabilità sia sentito e vissuto con crescente preoccupazione.

Dopo un primo incontro di conoscenza con i membri della Fondazione Oltre Noi ONLUS, l’attività è proseguita con le famiglie, attraverso la presentazione di esperienze concrete già realizzate sul territorio milanese dalla Fondazione Idea Vita. Sabato 7 aprile attenzione agli operatori, per avviare un percorso di formazione dei professionisti che guideranno in futuro le famiglie verso percorsi di vita indipendente dei propri cari, ed ai fratelli ed alle sorelle alla scoperta di una dimensione di relazione fraterna alleggerita dalle preoccupazioni dell’accudimento obbligato e di tipo genitoriale.

Ora le famiglie avranno circa un mese di tempo per metabolizzare i numerosi input ricevuti ed affrontare nel secondo incontro dell’11 e 12 maggio l’attività concreta di progettazione.

 

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